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2012/2013

“Carta, penna, calamaio” laboratorio per la scuola primaria

Perché si impara a scrivere? perché l’uomo ha sempre cercato di lasciare dei segni di quello che faceva e di quello che pensava? e poi come ci riusciva? quali strumenti utilizzava? Quando viveva -senza biro né quaderni- tra la terra, le pietre e gli alberi che cosa si è inventato per annotare fatti, fare conti, registrare avvenimenti importanti da ricordare? Non propriamente un percorso, ma un vero laboratorio in cui i bambini vedono, costruiscono e provano a fare segni su supporti, dalla pietra alla carta, man mano utilizzati dall’uomo nel corso della storia della scrittura.

“Con quanta carità et amore”. La povertà e la MIA ai tempi delle grandi carestie tra Cinquecento e Seicento.

Chi si occupava dei poveri, specie quando nei periodi di gravi carestie il numero aumentava fino a diventare non solo straziante per lo spettacolo tristissimo di visi emaciati, corpi macilenti, ma anche pericoloso per le rivolte e gli assalti che mettevano a rischio la stabilità sociale? La MIA, quale ente nato con il proposito di aiutare i bisognosi, ebbe un ruolo fondamentale nella storia della carità di Bergamo. Un’occasione per riflettere sui meccanismi complessi delle crisi economiche, sulle differenze sociali, sul ruolo della beneficenza pubblica e privata, anche personale, nel contributo all’aiuto ai bisognosi. Nel passato come nel presente.

 

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